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Intervista a Mario Parini

Storie di copertina

LA TECNOLOGIA SFIDA IL TEMPO

“Tu sei fortunato perché hai l’azienda di tuo padre”. A volte le provocazioni degli amici del bar possono innescare cambiamenti e dare il via a sfide, che valgono una vita.
È il 1998 e Mario si fa assalire dal dubbio che queste parole insinuano nel suo animo, tutto votato al lavoro. A 25 anni fonda Emmegi, cambiando completamente settore rispetto all’impresa di famiglia, perché “mi sentivo in colpa e non volevo fare concorrenza a mio papà”. Prende il via la prima azienda in Italia a produrre chioschi digitali, i totem informativi touchscreen che, di lì a qualche anno, avrebbero trovato grande diffusione.

“Eravamo troppo in anticipo rispetto alle abitudini delle persone. Costruimmo 100 macchine e, a qualche settimana dalla consegna, ci accorgemmo che il committente non ci avrebbe mai pagato”. Appena nati, con un investimento ingente per la produzione e un magazzino pieno di prodotti, che nessuno avrebbe acquistato e che pochissimi conoscevano: ragioni sufficienti per affossare una start up… Invece no!
Mario reagisce inventando il noleggio per fiere ed eventi, attraverso cui massimizzare il profitto per ciascuna macchina. La tecnologia e il tempo sono due variabili in stretta correlazione, attraverso le quali l’innovazione incontra le abitudini delle persone. “Bisogna capire il momento giusto in cui comprare, quando la funzionalità incontra la prontezza del mercato. Dipendiamo dagli investimenti che altri decidono di attuare”.

Se il contratto per l’allestimento del Samsung District di Milano, Expo 2015 e installazioni per clienti di prestigio, come Google, ABB e Armani, sono un bell’aiuto alla notorietà e al business di Emmegi Sistemi di Comunicazione, l’arrivo della pandemia mette in ginocchio il settore in cui opera, portando i ricavi praticamente a zero e costringendo, nuovamente, a confrontarsi con l’imprevedibilità del tempo e a mettere in campo creatività e visione. L’acquisto a fine 2019 dell’ex stabilimento Naj Oleari a Nerviano, con grandi spazi di rimessaggio e altri da proporre per gli eventi, si scontra con le restrizioni e l’azzeramento della socialità diffusa. La risposta di Mario è investire nella produzione di eventi digitali, realizzando degli studi di registrazione per virtual set ed eventi in streaming con un continuo aggiornamento tecnico e tecnologico.

“Crederci sempre. In prima persona”. È questa l’esperienza di volontà e ottimismo che Mario porta all’interno di Compagnia delle Opere Insubria e che rappresenta il grande contributo messo in condivisione con gli associati e tutto il territorio. È il punto di contatto con l’Associazione che sulla relazione trasformata in azione trova il modo di offrire soluzioni alle necessità dettate dai tempi veloci dello sviluppo e delle opportunità.