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Intervista ad Arianna Dalla Zanna

Storie di copertina

PROPORRE VALORE, VENDERE CONOSCENZA

“Conoscere bene la materia prima, permette di creare empatia”. La dichiarazione sembra semplice, ma porta con sé una filosofia e un’abitudine tutt’altro che facili da mantenere e implementare nel tempo. Arianna Dalla Zanna e sua sorella da 10 anni ne hanno fatto la vision della loro Winecave, l’impresa avviata nel 1995 dal padre, che commercializza armadi climatizzati per il vino.

Chi acquista è qualcuno che in una maniera o nell’altra ha la necessità di valorizzare un prodotto affascinante e nobile”. Rivenditori di attrezzature alberghiere, ristoratori o privati, i clienti di Arianna cercano una soluzione di design – perché la bellezza sta al vino in maniera direttamente proporzionale – e che garantisca la miglior tecnologia. Significa innovazione dei materiali e dei sistemi di funzionamento, qualità della progettazione, capacità costruttive di alto livello e d’avanguardia. Ma tutto questo non è sufficiente per soddisfare appieno un cliente e non rappresenta la ragione di una relazione di lungo corso.

La differenza la fa la conoscenza profonda del prodotto da conservare integro nelle sue qualità di corpo e olfattive – il vino – in relazione alle caratteristiche del prodotto di Winecave. “Mio papà ci ha lasciato in eredità non solo un’impresa, ma un’educazione”. Dal 2013 Arianna è l’anima marketing e commerciale dell’attività, che è cresciuta grazie alla capacità di selezionare armadi climatizzati di alto profilo per design e tecnologia, ma soprattutto grazie al valore aggiunto, che poggia sulla cultura.

Chiarezza nell’esposizione, conoscenza tecnica dell’armadio e della materia prima: solo così si può costruire una relazione invece di una vendita per necessità del momento”. Decidere di sviluppare un’impresa sull’offerta di valore aggiunto concreto comporta il mettersi in gioco in maniera totale. In particolare per una donna in un contesto che dieci anni fa era quasi esclusivamente maschile e che oggi ha coperto il gap di competenze e integrato alcune sensibilità, che fanno delle donne quasi il 50% del capitale umano impiegato nell’ambito enologico.

Per me la formazione è l’elemento determinante”. È questa la parola chiave che ha portato Arianna a conoscere e poi a frequentare con assiduità Compagnia delle Opere Insubria, il luogo dove costruire la propria crescita personale e di imprenditrice. “Non solo i corsi, ma il confronto con gli altri imprenditori è il cuore della vita associativa”. Come a dire che le human skills si affinano sì con i corsi specifici in aula, ma che niente come le relazioni e la condivisione dei problemi, dei dubbi, delle esperienze e delle soluzioni trovate è in grado di creare quella rete di supporto territoriale, che definisce l’essenza dell’Associazione oggi.

Arianna si riconosce appieno in quella generazione di imprenditori chiamati a vivere cambiamenti e transizioni, che impongono nuove conoscenze e propongono sfide sempre più centrate sulla capacità di capire le tendenze, anticiparle e dare risposte umane, ricche del valore aggiunto, offerto dal sapere e dalla volontà di porlo alla base della propria proposta. Oltre che di prodotto, di relazione di lungo periodo e di ampio respiro.